Tarocchi di Marsiglia: il mazzo ideale per iniziare
Quando mi chiedono quale mazzo acquistare per iniziare a studiare e praticare i Tarocchi, il mio consiglio cade molto spesso sui Tarocchi di Marsiglia. Non perché esista un unico mazzo giusto per tutti, ma perché questa famiglia offre un linguaggio visivo chiaro, una tradizione solida e moltissimo materiale con cui confrontarsi.
1) Perché partire dai Tarocchi di Marsiglia
Un principiante ha bisogno di immagini riconoscibili e di una struttura coerente. Nei mazzi marsigliesi i ventidue Arcani maggiori presentano figure, posture, colori e oggetti che ritornano secondo una logica precisa. Imparare a osservare questi elementi permette di costruire gradualmente un vocabolario simbolico senza dipendere da parole chiave stampate sulla carta.
La semplicità grafica è soltanto apparente. Ogni lama contiene dettagli che acquistano significato nel rapporto con gli altri: uno sguardo rivolto a destra o a sinistra, una mano aperta, il modo in cui un personaggio occupa lo spazio, la prevalenza di un colore. È un sistema abbastanza leggibile per cominciare e sufficientemente profondo per accompagnarti a lungo.
2) Il mazzo Camoin–Jodorowsky
La confezione che avevo indicato nella vecchia scheda è il Tarot de Marseille realizzato da Philippe Camoin e Alejandro Jodorowsky. Comprende settantotto carte e nasce da un lavoro di ridisegno e ricerca sulla tradizione marsigliese. I colori vivaci e i particolari recuperati o reinterpretati lo rendono un mazzo molto riconoscibile.
Non devi però pensare che il nome “Tarocchi di Marsiglia” identifichi una sola edizione. Esistono ricostruzioni e varianti diverse. Prima dell’acquisto guarda alcune carte, controlla la qualità di stampa e scegli immagini che ti risultino leggibili. Il mazzo deve invitarti a osservarlo, non metterti a disagio o sembrarti indecifrabile.
3) Come cominciare a usarlo
All’inizio puoi lasciare da parte gli Arcani minori e lavorare con i ventidue maggiori. Estrai una carta, guardala per qualche minuto e descrivi soltanto ciò che vedi, senza cercare subito una previsione. Che cosa sta facendo il personaggio? Dove guarda? Quale elemento attira per primo la tua attenzione? Che sensazione produce la scena?
Solo dopo puoi confrontare le tue osservazioni con un manuale. Questo ordine è importante: prima l’immagine, poi l’interpretazione altrui. Se cominci memorizzando definizioni rigide, rischi di non vedere più la carta che hai davanti.
- Studia una carta alla volta e annota le tue impressioni.
- Usa domande aperte, orientate alla comprensione e alle possibilità.
- Evita di cercare risposte assolute su eventi futuri.
- Confronta nel tempo le letture, senza giudicarle come giuste o sbagliate.
4) Mazzo e metodo devono crescere insieme
Comprare molte carte non sostituisce la pratica. Un solo mazzo conosciuto bene è spesso più utile di una collezione che si consulta superficialmente. La familiarità permette di cogliere variazioni che inizialmente sfuggono e di capire quando una tua associazione nasce davvero dall’immagine oppure da un’idea già decisa in partenza.
Per orientarti fra le diverse famiglie puoi leggere la guida ai principali tipi di mazzi di Tarocchi. Nell’articolo Cinque splendidi mazzi di arcani da conoscere trovi invece esempi più personali e contemporanei.
5) Una scelta affidabile, non un obbligo
I Tarocchi di Marsiglia sono dunque un ottimo punto di partenza, ma non una regola universale. Se un altro mazzo ti parla con maggiore immediatezza, puoi scegliere quello. L’importante è evitare immagini eccessivamente distanti dalla struttura tradizionale quando non possiedi ancora riferimenti sufficienti per riconoscere ciò che è stato modificato.
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