mazzi di tarocchi: tipi principali e come scegliere
1 – Non esiste un solo tipo di mazzo
I principali tipi di mazzi di tarocchi appartengono a quattro grandi famiglie: le carte storiche italiane, i tarocchi di Marsiglia, il Rider-Waite-Smith e il Thoth. A queste si aggiungono moltissime reinterpretazioni moderne che conservano una di tali strutture e ne cambiano soprattutto immagini, ambientazione e tono.
La distinzione è utile perché due mazzi possono avere entrambi settantotto carte e richiedere, tuttavia, un modo diverso di osservare gli arcani minori, i simboli e le relazioni fra le figure. Non devi trovare il mazzo universalmente migliore: devi capire quale grammatica vuoi imparare e quali immagini riescono a mantenere viva la tua attenzione.
Le testimonianze più antiche sui tarocchi risalgono all’Italia settentrionale degli anni Quaranta e Cinquanta del quindicesimo secolo. Come ricostruisce il Metropolitan Museum of Art, il mazzo univa cinquantasei carte organizzate nei quattro semi italiani, ventuno trionfi e il Matto. Le famiglie moderne sono il risultato di una lunga evoluzione, non versioni immutabili di un unico originale.
2 – Le quattro famiglie principali
Queste famiglie non comprendono ogni mazzo mai pubblicato, ma offrono una mappa pratica. Se riconosci la struttura di partenza, puoi capire più facilmente cosa l’autore ha conservato, modificato o aggiunto.
2.1 – I mazzi storici italiani
I Visconti, i Visconti-Sforza e altri mazzi rinascimentali conservati in musei e biblioteche sono fra le testimonianze più preziose delle origini. Erano oggetti dipinti e dorati per ambienti di corte; molte serie sono giunte fino a noi incomplete e le edizioni acquistabili oggi sono ricostruzioni moderne.
Il loro fascino è soprattutto storico e artistico. Le immagini hanno una solennità diversa da quella dei mazzi contemporanei e gli arcani minori non raccontano scene quotidiane complete. Sono adatti se ami osservare costumi, gesti, gerarchie e simboli del Rinascimento e se accetti che una parte del lavoro interpretativo nasca dai semi e dai numeri.
Non sceglierli soltanto perché sembrano più antichi e quindi più autentici. L’età di un modello non rende automaticamente più chiara la lettura: conta il rapporto che riesci a costruire con quelle figure.
2.2 – I tarocchi di Marsiglia
Con l’espressione tarocchi di Marsiglia non si indica un singolo mazzo, ma una famiglia di modelli imparentati. Gli arcani maggiori presentano figure essenziali, colori netti e una costruzione visiva nella quale direzioni degli sguardi, posture, ripetizioni e dettagli acquistano grande importanza.
Negli arcani minori numerali prevalgono coppe, denari, bastoni e spade disposti secondo il valore della carta. Non trovi normalmente una scena completa per ogni numero. Questo può sembrare più difficile all’inizio, ma ti invita a lavorare con numero, seme, ritmo, spazio e composizione senza affidarti a una storia già illustrata.
È una famiglia particolarmente adatta se ami un linguaggio visivo sobrio, vuoi sviluppare l’osservazione e preferisci che l’immagine lasci aperto un margine ampio all’interpretazione.
2.3 – Il Rider-Waite-Smith
Il Rider-Waite-Smith fu progettato da Arthur Edward Waite e illustrato da Pamela Colman Smith. La sua innovazione più influente consiste nell’avere trasformato anche gli arcani minori numerali in vere scene: personaggi, paesaggi e azioni offrono una traccia narrativa immediata.
La scheda dell’editore documenta l’opera realizzata nel 1909 da Pamela Colman Smith e la struttura di settantotto carte. Questa famiglia ha ispirato innumerevoli mazzi moderni, tanto che molte guide contemporanee usano proprio le sue immagini come riferimento.
Può essere una scelta favorevole per iniziare perché permette di associare più facilmente una situazione alla carta. L’immediatezza, però, non elimina lo studio: colori, gesti, sfondi e rapporti fra i personaggi continuano a richiedere attenzione.
2.4 – Il Thoth
Il Thoth nacque dalla collaborazione fra Aleister Crowley e l’artista Frieda Harris. Il Warburg Institute, che conserva i dipinti originali di Harris, documenta il legame fra le due figure e il valore artistico del progetto.
È un mazzo denso di riferimenti astrologici, cabalistici, alchemici e geometrici. Alcuni nomi e alcune corrispondenze differiscono da quelli del Rider-Waite-Smith. Le immagini non raccontano sempre una scena in modo lineare: lavorano attraverso colore, energia, forme e stratificazioni simboliche.
Può essere molto nutriente se ami studiare sistemi complessi e tornare più volte sulla stessa carta. Se invece cerchi un primo mazzo molto narrativo e immediato, potresti preferire iniziare da un’altra famiglia e arrivare al Thoth in seguito.
3 – I mazzi moderni non sono tutti nuove famiglie
Draghi, fate, animali, cinema, botanica, mitologia, arte digitale e mondi fantastici possono dare origine a mazzi bellissimi. Nella maggior parte dei casi, però, il tema nuovo riveste una grammatica già esistente, spesso quella del Rider-Waite-Smith o dei tarocchi di Marsiglia.
Prima di acquistare un mazzo moderno, prova quindi a capire:
- quale famiglia usa come struttura di base;
- se contiene tutti i settantotto arcani;
- se gli arcani minori sono scenici oppure numerali;
- se i nomi e l’ordine delle carte sono stati modificati;
- se il manuale spiega con chiarezza le scelte dell’autore.
Un tema che ami può facilitare il rapporto con le immagini, ma non basta da solo. Guarda alcune carte di esempio: se sono tutte molto simili, troppo affollate o difficili da distinguere, la bellezza della confezione potrebbe non tradursi in una buona esperienza di lettura. Puoi trovare altri esempi nell’approfondimento dedicato a cinque mazzi particolarmente interessanti.
4 – Non confondere tarocchi, oracoli e sibille
Un mazzo illustrato non è necessariamente un mazzo di tarocchi. Gli oracoli seguono una struttura libera stabilita dall’autore; le sibille appartengono a tradizioni figurative e narrative differenti. Numero di carte, significati e metodo possono cambiare radicalmente.
Se vuoi riconoscere le differenze prima di scegliere, consulta la guida dedicata a tarocchi, oracoli e sibille. Sono tutti strumenti meravigliosi, ma nelle mie letture lavoro soltanto con i tarocchi, perché preferisco approfondire una grammatica ampia e coerente invece di mescolare sistemi diversi.
5 – Come scegliere il primo mazzo
La scelta migliore nasce dall’incontro fra struttura, immagini e praticità. Prima dell’acquisto considera questi elementi:
- osserva almeno cinque o sei carte, non soltanto la copertina;
- controlla dimensioni e qualità, perché dovrai mescolare e maneggiare il mazzo;
- verifica che il manuale sia nella lingua che preferisci e spieghi il sistema adottato;
- scegli immagini che ti incuriosiscano senza risultare incomprensibili;
- per iniziare, evita di acquistare molti mazzi insieme: conoscine bene uno.
Non è necessario che il primo mazzo ti venga regalato e non devi aspettare un segno speciale. Puoi sceglierlo personalmente, studiarlo con calma e cambiare idea quando la tua esperienza cresce. Se vuoi costruire un metodo, trovi un percorso iniziale nei dieci consigli per leggere gli arcani maggiori.
6 – Tre video per continuare il confronto
7 – Quattro mazzi da osservare
I collegamenti seguenti sono affiliati: se acquisti tramite essi potrei ricevere una piccola commissione, senza alcun sovrapprezzo per te.
- Visconti-Sforza, per incontrare l’eleganza delle carte storiche italiane;
- tarocchi di Marsiglia, per lavorare con una struttura visiva essenziale;
- Rider-Waite-Smith, per usare scene narrative anche negli arcani minori;
- Thoth, per esplorare un sistema simbolico più stratificato.
8 – Inizia da un mazzo, non da una collezione
Se vuoi imparare a leggere gli arcani o usare una stesa per osservare una situazione concreta, chiama il numero 059 761926 per concordare un primo incontro con me, in studio oppure a distanza.
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