Samhain e arcani: come attraversare la stagione oscura
1 – Che cos’è Samhain e quando si celebra
Samhain è una ricorrenza della tradizione gaelica legata all’inizio dell’inverno, celebrata il primo novembre e soprattutto nella sera precedente, il 31 ottobre. Oggi puoi incontrarla anche nelle spiritualità neopagane, dove assume significati legati ai cicli naturali e alla memoria dei morti. Avvicinarla agli arcani può diventare un’occasione per osservare un cambiamento della tua vita: il collegamento che ti propongo è una pratica simbolica contemporanea.
Il Museo nazionale irlandese descrive questa soglia stagionale e le feste della vigilia, con cibo, giochi e usanze familiari. L’inverno di cui si parla è quello del calendario tradizionale: il solstizio astronomico arriva più tardi.
La domanda che mi interessa, quando porto questa ricorrenza sul tavolo degli arcani, è molto concreta: che cosa stai continuando a fare soltanto perché lo facevi prima?
Può riguardare un impegno, un modo di presentarti agli altri, un’abitudine o una promessa fatta in circostanze ormai cambiate. Una data sul calendario può aiutarti a fermarti abbastanza a lungo da accorgertene.
2 – Samhain, Halloween e le tradizioni che cambiano
Samhain e Halloween hanno una storia intrecciata. Il nome Halloween deriva dalla vigilia di Ognissanti; le celebrazioni hanno raccolto nel tempo componenti cristiane, usanze popolari e tradizioni precedenti. La Biblioteca del Congresso propone una ricostruzione di questo incontro culturale. Parlarne come di una festa arrivata identica dall’antichità cancellerebbe secoli di trasformazioni.
Anche le pratiche attuali hanno una propria storia. La Pagan Federation presenta Samhain nella ruota dell’anno e descrive gli otto appuntamenti stagionali della Wicca. È una fonte utile per capire come una comunità religiosa illustra il proprio calendario; non dimostra che tutti questi riti fossero praticati nello stesso modo dalle popolazioni antiche.
Puoi rispettare una tradizione anche riconoscendo ciò che stai aggiungendo tu. Se scegli di dedicare una sera autunnale a una lettura, stai dando una forma personale al tuo tempo. Non occorre chiamarla cerimonia celtica per renderla significativa.
3 – Il velo fra i mondi: racconto, credenza e interpretazione
L’immagine di una notte nella quale i confini diventano permeabili ha radici nella narrativa irlandese. Il dipartimento di irlandese antico e medievale dello University College Cork richiama racconti in cui, a Samhain, esseri umani e abitanti dell’Altro Mondo si incontrano e vengono acquisite conoscenze straordinarie. Sono testimonianze di un immaginario e delle credenze che lo accompagnavano.
Quando leggi oggi di un “velo che si assottiglia”, conviene riconoscere il piano sul quale ti stai muovendo. Puoi accoglierlo nella tua fede personale oppure usarlo come metafora. Le fonti storiche documentano che certe cose venivano raccontate o credute; non verificano l’apertura di un passaggio soprannaturale.
Nella lettura che propongo, quel velo può rappresentare una consuetudine che rende qualcosa difficile da vedere. Dici “non ho tempo”, ma forse non hai ancora scelto a che cosa vuoi dedicarlo. Dici “non posso cambiare”, ma forse alcune possibilità esistono e altre, invece, sono davvero precluse. Gli arcani possono aiutarti a formulare questa distinzione, da controllare poi nella tua situazione concreta.
4 – Il bilancio che comprende anche ciò che vuoi tenere
Quando si parla di cambiamento, il consiglio più frequente è lasciare andare. A me sembra utile aggiungere una domanda: che cosa merita di restare?
Un’abitudine può essere diventata faticosa e custodire comunque qualcosa di prezioso. Forse hai accettato troppi incarichi perché ami contribuire. Ridurre gli incarichi non implica rinunciare alla generosità; può permetterti di esercitarla con maggiore presenza.
Prova a scegliere un episodio recente nel quale ti sei sentito diviso. Descrivi che cosa è successo, che cosa volevi proteggere e quanto ti è costato. Cerca poi una forma diversa per conservare il valore riducendo il costo.
Per esempio: “Voglio continuare a essere disponibile, ma posso offrire un pomeriggio al mese, non ogni fine settimana”. È un cambiamento comprensibile e verificabile. La formula generica “devo liberarmi delle energie negative” non ti avrebbe dato lo stesso orientamento.
5 – L’Eremita e la misura dell’attenzione
L’Eremita offre una buona immagine per questo lavoro: una figura che procede con una luce limitata. Io ci vedo il permesso di guardare un tratto alla volta, invece di pretendere subito una spiegazione completa della propria vita.
Puoi domandarti quale questione richieda davvero la tua attenzione questa settimana. Scegline una. Se provi a risolvere contemporaneamente lavoro, relazioni, progetti e passato, anche una lettura ricca rischia di lasciarti più disperso.
Questa carta ha anche un’ombra: il raccoglimento può diventare rinvio. Puoi continuare a “capire meglio” per evitare una conversazione ormai necessaria. Dopo averla osservata, chiediti quindi quale informazione ti manca e quale passo, invece, potresti già compiere.
La distinzione serve a dare un limite utile alla riflessione. Una sera per mettere ordine può essere feconda; aspettare una chiarezza assoluta prima di parlare rischia di non finire mai.
6 – La Morte e la conclusione di una forma
La Morte, chiamata anche arcano senza nome, introduce una domanda diversa: quale forma della tua vita non corrisponde più alle condizioni presenti?
In questo esercizio la considero un’immagine di conclusione e trasformazione, senza ricavarne previsioni di morte o malattia. Potresti riconoscervi un progetto da ridimensionare, un ruolo che non vuoi più sostenere oppure una risposta automatica che hai iniziato a mettere in discussione.
Neppure questa carta ti ordina di tagliare. Prima di interrompere qualcosa, guarda le conseguenze, le responsabilità e le persone coinvolte. A volte una conclusione va preparata; altre volte occorre cambiare un accordo, non spezzare un rapporto.
La domanda utile può essere: “Quale passaggio concreto renderebbe questo cambiamento meno confuso?”. Potrebbe essere restituire un compito, aggiornare una scadenza o spiegare un limite. La decisione resta tua e richiede elementi reali, oltre alle associazioni nate dalla figura.
7 – Ricordare qualcuno senza chiedere alle carte di parlare per lui
La memoria delle persone morte appartiene a molte tradizioni di questo periodo. Il museo irlandese documenta, fra le credenze popolari, l’attesa del ritorno dei defunti alla casa familiare. Puoi conoscere questa storia senza sentirti obbligato a interpretare una coincidenza o una carta come un messaggio ricevuto.
Se vuoi dedicare un momento a qualcuno, scegli un ricordo preciso: una frase, un gesto, una competenza che ti ha trasmesso. Poi chiediti in quale modo quella traccia vive oggi nelle tue azioni.
Non tutto ciò che viene dalla famiglia deve essere conservato. Puoi riconoscere una capacità ricevuta e contemporaneamente prendere distanza da un comportamento che ti ha fatto male. La memoria può contenere gratitudine, rabbia, affetto e ambivalenza.
Evita di usare una stesa per stabilire che cosa una persona morta desideri da te. Una domanda più rispettosa del tuo margine di scelta è: “Quale parte di questa relazione voglio portare nella mia vita, adesso?”. Non c’è una risposta obbligatoria, né una scadenza entro cui sentirti riconciliato.
8 – Una lettura in tre posizioni per un passaggio concreto
Ti propongo un esercizio personale ispirato alla ricorrenza. Non è un rito tradizionale di Samhain e non richiede acquisti o preparazioni particolari. Puoi farlo con il mazzo che usi già, anche in un giorno diverso dal 31 ottobre.
Scrivi prima la situazione: “Sto cercando di capire come cambiare…”. Completa la frase con un problema delimitato. Disponi poi tre carte, da sinistra a destra, assegnando in anticipo queste funzioni.
La prima posizione riguarda ciò che conservi: una risorsa, un valore, una capacità già esercitata. La seconda riguarda ciò che rivedi: una modalità, una pretesa o un accordo da riesaminare. La terza riguarda ciò che metti alla prova: un gesto piccolo, compatibile con la tua vita attuale.
Per ciascuna carta descrivi prima quello che vedi. Solo dopo annota l’associazione che ti viene in mente e un episodio reale che potrebbe sostenerla. Cerca anche un fatto che suggerisca una lettura diversa. Questo passaggio evita che ogni immagine diventi automaticamente la conferma della prima idea.
Alla fine scrivi una frase del tipo: “Voglio conservare questa qualità, modificare questo comportamento e provare questa azione entro una data che scelgo io”. Rileggi dopo qualche giorno ciò che è realmente accaduto. Non estrarre altre carte soltanto per rendere la risposta più rassicurante.
9 – Che cosa puoi aspettarti da questa pausa
Una lettura non deve necessariamente produrre una decisione spettacolare. Potresti accorgerti che hai bisogno di una conversazione, di riposo o di informazioni che ancora non possiedi. Anche riconoscere una domanda formulata male è un risultato utile.
Mi interessa questo uso degli arcani: uno spazio nel quale osservare il presente e assumere con maggiore consapevolezza le proprie scelte. È il tema che approfondisco nel vero scopo degli arcani secondo Jodorowsky.
Il cambiamento di stagione può offrirti un appuntamento per farlo. Poi conta ciò che porterai nella settimana successiva: un limite espresso meglio, un impegno sostenibile, una decisione documentata. La ricorrenza acquista così un significato personale attraverso le azioni che scegli.
10 – Due video per approfondire le figure
Puoi continuare la riflessione con questi due video del mio canale, dedicati alle carte richiamate nell’articolo.
11 – Dedica uno spazio al cambiamento che stai vivendo
Se vuoi osservare con me una situazione che sta cambiando, telefona allo 059 761926: possiamo concordare un primo incontro in studio oppure a distanza.
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Quale aspetto di questo periodo senti più vicino: conservare, concludere o provare qualcosa di diverso? Puoi raccontarmelo nei commenti; leggerò volentieri la tua esperienza e le tue domande.
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