Carta di San Giovanni: il tiraggio di giugno e dicembre
La carta di San Giovanni è un tiraggio simbolico che puoi fare due volte all’anno: il 24 giugno estrai un arcano maggiore come tema del ciclo annuale, mentre il 27 dicembre aggiungi una seconda carta come sostegno e precisazione per i sei mesi successivi. Non è un responso che decide il futuro, ma una soglia rituale che ti aiuta a osservare come stai entrando in una nuova fase.
1 – Perché esistono due date dedicate a san Giovanni.
Il calendario cristiano ricorda due figure diverse. Il 24 giugno celebra la nascita di san Giovanni Battista, mentre il 27 dicembre ricorre la festa di san Giovanni evangelista. Queste sono le date documentabili; il tiraggio con le carte, invece, è una pratica simbolica e non una tradizione liturgica della Chiesa.
Le due ricorrenze cadono vicino a momenti opposti dell’anno: una nella stagione della massima luce, l’altra nel periodo in cui la luce ricomincia lentamente a crescere. Per questo si prestano bene a rappresentare due passaggi complementari: orientamento e verifica, apertura e raccoglimento, slancio e ascolto.
2 – Che cosa rappresenta la carta del 24 giugno.
Nel metodo che propongo, il 24 giugno estrai una carta dal gruppo degli arcani maggiori. Essa non racconta in anticipo tutti gli avvenimenti dei dodici mesi successivi. Indica piuttosto un grande tema da riconoscere: una qualità da sviluppare, una tensione da comprendere, una domanda che può accompagnarti fino al giugno seguente.
Se uscisse il Carro, per esempio, il tema potrebbe riguardare direzione, autonomia e capacità di guidare energie diverse. La Papessa potrebbe chiederti di ascoltare ciò che matura in silenzio. La Torre non obbligherebbe ad aspettarti una catastrofe: potrebbe segnalare la necessità di riconoscere una struttura diventata troppo stretta. La carta acquista senso quando la metti in relazione con la tua vita reale.
3 – Che cosa aggiunge la carta del 27 dicembre.
Il 27 dicembre estrai una seconda carta dall’intero mazzo. Questa non cancella né sostituisce quella di giugno: la mette a fuoco per la seconda metà del ciclo, fino al 23 giugno successivo. Può mostrare una risorsa concreta, un atteggiamento, una relazione o una difficoltà attraverso cui il tema annuale sta cercando di manifestarsi.
Se a giugno fosse uscito il Carro e a dicembre comparisse un tre di denari, il movimento potrebbe chiedere collaborazione e costruzione paziente, non una corsa solitaria. Se alla Papessa si affiancasse un asso di spade, ciò che hai ascoltato in silenzio potrebbe essere pronto a diventare una parola chiara o una decisione. Le due carte vanno quindi lette come un dialogo, non come due previsioni separate.
4 – Come preparare il tiraggio.
Non hai bisogno di creare un’atmosfera solenne o perfetta. È più utile ritagliarti un tempo senza interruzioni, scegliere un mazzo che conosci e annotare la data. Prima di mescolare, formula una domanda aperta. Puoi chiedere: «Quale energia mi accompagna in questo ciclo?» oppure «Che cosa mi aiuta a vivere con maggiore consapevolezza i prossimi mesi?».
Evita domande che pretendano un verdetto assoluto. Una buona domanda non chiede alla carta di comandarti, ma crea uno spazio di ascolto. Se vuoi lavorare meglio su questo passaggio, puoi usare anche la guida su come preparare una domanda utile.
5 – Il procedimento, passo dopo passo.
Il gesto può restare molto semplice:
- scrivi la domanda e la situazione concreta da cui parti;
- mescola lentamente, senza cercare di produrre una sensazione speciale;
- estrai una sola carta e osservala prima di consultare qualunque significato;
- annota tre particolari dell’immagine che attirano subito la tua attenzione;
- scrivi che cosa la carta sembra invitarti a fare, interrompere o comprendere;
- scegli un piccolo gesto verificabile da compiere nelle settimane successive.
A dicembre riprendi anche gli appunti di giugno. Prima di estrarre la seconda carta, chiediti che cosa si è davvero manifestato e che cosa avevi interpretato troppo in fretta. La nuova carta diventa così un’occasione di verifica, non un modo per ricominciare da zero.
6 – Come conservare e rileggere le due carte.
Puoi fotografare le carte, disegnarle oppure scriverne il nome su una pagina del tuo diario. Accanto all’immagine annota la domanda, la prima impressione e il passo concreto scelto. Torna su quella pagina una volta al mese, senza pretendere di trovare ogni volta un evento che confermi la lettura.
La rilettura serve soprattutto a notare come cambia il tuo sguardo. Un simbolo che a giugno sembrava parlare di partenza potrebbe, alcuni mesi dopo, rivelare un tema di fiducia. Una carta percepita inizialmente come ostacolo potrebbe mostrarti una protezione o un limite salutare. Gli arcani non sono dati immobili: lavorano attraverso la relazione che costruisci con le loro immagini e con la tua esperienza.
7 – Gli errori che rendono il rito meno utile.
Il primo errore è trasformare la carta in una profezia rigida. Il secondo è estrarla più volte finché compare quella desiderata. Il terzo è dimenticarla subito dopo il gesto, conservando soltanto l’impressione di aver ricevuto un segno favorevole o sfavorevole.
Evita anche di attribuire alla carta decisioni che spettano a te. Se il tema riguarda lavoro, salute, denaro o relazioni, raccogli le informazioni necessarie, parla con le persone coinvolte e osserva i fatti. La lettura può aiutarti a formulare meglio la domanda e a riconoscere una possibilità, ma non sostituisce la realtà né le competenze professionali che una situazione può richiedere.
8 – Due video per vedere il tiraggio.
Nel canale di La luce degli arcani trovi due brevi approfondimenti dedicati proprio a questa pratica:
9 – Porta la tua carta dentro la vita quotidiana.
Se vuoi leggere insieme la carta del tuo ciclo e capire come tradurla nella tua situazione concreta, telefonami al 059 761926 per concordare un primo incontro con me, nello studio di Vignola oppure a distanza.
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Hai già fatto uno dei due tiraggi di san Giovanni? Raccontami nei commenti quale carta hai estratto o lasciami la tua domanda: ti risponderò volentieri.
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