Tarocchi, lame, trionfi con le cinque carte.

Oggi iniziamo a parlare degli schemi per leggere i tarocchi, che, come spiego meglio nell’ebook in corso di redazione e che verrà distribuito a breve tramite il blog, determinano il significato delle carte, incrociandosi con quello della carta stessa, e orientano anche il tipo di lettura, se, ad esempio, più precisa e circostanziata o più di analisi introspettiva della situazione del consultante.
Uno degli schemi più diffusi è quello delle cinque carte o a croce.
Dopo la smazzata, si estraggono le carte nell’ordine segnalato con i numeri nell’immagine soprastante e si effettua la stesa tenendo conto della singola carta in ogni posizione: le carte indicate nell’immagine sono solo un esempio, è ovvio che nel vostro caso saranno sempre diverse.
La prima carta a sinistra (1) rappresenta ciò che è a favore del consultante, quella a destra (2) invece ciò che è contro. La carta in alto tra queste due, la numero 3, qui definita come «giudice» è quella forza o elemento che consentirà di superare la contraddizione tra ciò che è contro e ciò che è a favore. Può essere ad esempio la ruota della fortuna, cosa che significa che ci saranno circostanze favorevoli che consentiranno di superare questa difficoltà, oppure il giudizio, cosa che, tutto al contrario, significa che il consultante non può limitarsi ad attendere ma deve iniziare una fase di profonda riflessione, probabilmente sfociante in una serie di decisioni da prendere.
La carta numero 4, qui definita come «sentenza», rappresenta il futuro, concreta quell’aspetto divinatorio che c’è sempre un po’ nei tarocchi, anche nelle mie stese che sono per lo più di tipo psicologico, di analisi della situazione, di spunto per la riflessione. Essa appunto rappresenterebbe ciò che accadrà, quello in cui sfocerà la contraddizione attuale tra 1 e 2, risolvendosi con l’aiuto della 3 (carta spesso definita anche come «aiuto dall’alto».
La carta numero 5 sarebbe il consiglio finale che offrono i tarocchi al consultante, dopo avergli rappresentato il quadro della sua vita e della sua situazione gli indicano qual è l’atteggiamento migliore da assumere, la strategia o anche più semplicemente la strada da imboccare.
Nelle mie stese uso una sesta carta che metto in alto a sinistra, sopra la 1 e la 3 e in mezzo a loro, che rappresenta l’inconscio e che, per esperienza, è davvero sempre molto utile per rivelare cosa c’è nel profondo del consultante.
Lo schema a croce è quello con cui si può iniziare a praticare le stese dei tarocchi, perché il più semplice e, al tempo stesso, molto efficace. Restate sintonizzati, parleremo di altri schemi più approfonditi, specialmente dal punto di vista psicologico.
L’immagine sopra riportata è tratta dal libro Tarocchi, di Maria Grazia Cella, da me modificata con l’inserimento dei numeri delle carte.
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