Il matto: l’arcano numero zero.
Oggi parliamo dell’arcano maggiore numero zero, la carta che inizia e finisce insieme la serie dei 22, l’unica che è rimasta tramandata anche nelle carte da gioco normali, come jolly.
Una carta che nelle mie stese esce spesso.
Lo facciamo richiamando la lettura psicologica di un testo cui sono abbastanza affezionato, di Maria Grazia Cella, che abbiamo già citato e citeremo ancora.
«Contrassegnato dal numero zero, il Matto per se stesso non ha valore, ma nei numeri prende il posto dei valori mancanti. E l’unico Arcano Maggiore che, con il nome di jolly, è rimasto a far parte delle normali carte da gioco, e che può essere usato al posto di qualunque altra carta. Il Matto è in grado di assumere qual-siasi identità e al tempo stesso non ne ha nessuna: è il principio e la fine, l’uomo di sale della tradizione buddista che entrò nell’oceano per vedere di cosa era fatto e non ne uscì più. Proprio come l’uomo di sale, il Matto si nasconde dietro ognuno degli altri Arcani Maggiori: sia che preceda il Bagàtto o che segua il Mondo, il Matto rappresenta quanto esiste prima e dopo il compimento, è il movi-mento che si protrae all’infinito. Come lo zero, il numero che lo contraddistingue, il Matto evoca il grande ciclo della rigenerazione, il punto di rovesciamento dallo stato involutivo a quello evolutivo, e viceversa.
Per analogia, nell’uomo il Matto rappresenta la consapevolezza incosciente che si manifesta come dubbio, assenza logica, rinuncia alla resistenza, incoerenza, ma è anche il momento in cui l’individuo cede all’impulso di intraprendere esperienze bizzarre, di ascoltare le voci dei sogni, di seguire le indicazioni dell’intuizione, per trovare una nuova identità. Se ci lasciamo sollecitare da ciò che è incontrollabile dalla ragione ritroviamo la parte più nascosta della nostra personalità, ma se la scoperta ci esalta al punto da farci dimenticare il motivo stesso che ha stimolato la nostra ricerca, allora ci perdiamo nell’incomprensibile.»
Attenzione, il Matto spesso è solo colui che sembra tale agli occhi degli altri, ma solo perché è riuscito a vedere quello che gli altri non vedono. Spesso il matto è un vero e proprio genio, che ha la capacità di seguire una propria strada che vede solo lui.
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